Processo al Viagra

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La pillola blu compie dieci anni. Ha rivoluzionato il mondo delle terapie sessuali. Ma molti specialisti contestano i suoi miracoli. Perché spesso il disturbo organico nasconde un problema psicologico

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Una volta era impotenza, un disturbo vergognoso e difficilmente trattabile, da vivere nel segreto della camera da letto. Oggi la disfunzione erettile, abbreviata in DE, è diventata oggetto di campagne pubblicitarie. Si combatte a colpi di farmaci che il marketing e la fama hanno reso persino glamour. Si chiamano inibitori della fosfodiesterasi 5, ma sono noti come Viagra, Cialis e analoghi. In poco più di un decennio hanno rivoluzionato il mondo delle terapie sessuali, ma proprio la disponibilità di farmaci così efficaci ha dimostrato che l’impotenza è di fatto un puzzle di disturbi, legati a diversi fattori, e che ‘calarsi un Viagra’ spesso non serve a nulla e a volte è anche molto dannoso.

Perché qualcuno comincia a sospettare che, in qualche caso, la scorciatoia chimica complichi il problema invece di risolverlo. “I farmaci hanno completamente cambiato la valutazione dell’impotenza. Trasformando in disturbo prevalentemente organico quello che era visto soprattutto come un problema psicologico”, afferma Dirk Rösing dell’Università di Greifswald, che all’argomento ha dedicato un’ampia review sulla rivista tedesca ‘Deutsches Artzeblatt International’. Il risultato, spiega lo specialista,” è che spesso si passa alla terapia farmacologica senza approfondire la diagnosi, a rischio di ignorare elementi essenziali e cronicizzare il disturbo. Mentre in molti casi dietro all’impotenza si nascondono altri problemi, psicologici o fisici”. Sbagliato dunque valutare il successo temporaneo della terapia in termini di prestazioni, “limitandosi ad aggiustare un meccanismo che si è rotto senza affrontare le cause del disturbo”, ricorda Rösing. Lo scontro è tra specialisti che frammentano il problema secondo le proprie competenze: urologi e andrologi si concentrano sulla fisiologia vascolare, gli endocrinologi sui meccanismi biochimici e i sessuologi su quelli psicologici. “Abbiamo bisogno di una prospettiva più ampia”, afferma il presidente della Sexual Medicine Society del Nord America, Ronald Lewis: “I trattamenti farmacologici per l’impotenza possono mettere l’uomo in condizione di avere un rapporto, ma non fanno niente per guarirlo”.

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Processo al Viagraultima modifica: 2010-06-18T16:47:00+00:00da sosik
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